Il gospel

Le origini del Gospel

Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il giorno e, per alleviare la fatica, nacquero le plantation songs da cui derivarono i work songs e i calls, canti che, oltre a servire per comunicare tra loro, descrivevano la loro vita giornaliera nei campi.
Quando, in seguito, i predicatori battisti e metodisti venuti dall’ Europa li convertirono al Cristianesimo, il messaggio dei predicatori trovò fertile terreno nella forte spiritualità dei neri e nella loro musica. Nacquero così gli Spirituals, canti religiosi derivati dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani, o, se vogliamo, una rielaborazione in chiave cristiana della musica rituale africana.

Nascita del Gospel

Con l’abolizione della schiavitù, avvenuta nel 1865, la musica nera varca i confini delle piantagioni ed incontra le tradizioni musicali di origine europea. Da questa fusione e dagli sforzi da parte di alcuni compositori del periodo, di modernizzare gli spirituals e favorire così la loro diffusione e commercializzazione, nasce un nuovo genere musicale. Le sue canzoni erano ispirate dalla Bibbia e dal Vangelo e furono chiamate ‘le canzoni del Vangelo’ : Gospel, appunto. Era il 1930.
Da questo momento in poi l’ascesa di questo nuovo genere musicale fu inarrestabile, e ben presto, grazie anche all’avvento ed alla diffusione di radio, giradischi e tournèe, varcò i confini americani per approdare in Europa e nelle altre parti del mondo.

I luoghi del Gospel

I contenuti religiosi della musica Gospel ed il fatto che spesso ha accompagnato la liturgia evangelica, fa della chiesa il luogo naturale per l’esecuzione di un suo concerto. Ma non è sempre stato così.
Durante il periodo della schiavitù, i ‘padroni’ non permettevano agli schiavi di ballare e di suonare, come si usava in Africa. Gli schiavi si riunivano così in posti segreti, all’aperto, dove condividere, attraverso la musica, le loro gioie, i loro dolori e le loro speranze.
Con la fine della schiavitù, apparvero le prime chiese in cui era evidente l’influenza delle tradizioni africane dalle quali avevano ereditato le grida, gli applausi, i balli ritmici e le canzoni di esultanza nate nelle piantagioni.
Il Gospel, infine, prima di conquistare i luoghi di culto, fu addirittura bandito dalle chiese. Nonostante i suoi contenuti dichiaratamente evangelici, infatti, per la fusione del sacro (spirituals e inni) con il profano (la musica commerciale del periodo), per un certo periodo di tempo non fu ben visto dalla chiesa del periodo.

I gruppi Gospel

La musica Gospel è tipicamente una musica corale. Ma se questo genere musicale ha avuto tanta fortuna e diffusione negli stati uniti e nel mondo è soprattutto grazie ai suoi quartetti (gruppi di sole 4 persone) : il loro stile aveva un richiamo più commerciale di quanto ne avevano gli arrangiamenti dei cori, più orientati verso la chiesa, e la loro diffusione e popolarità fu tale da non avere rivali (in fatto di pubblico) nell’America degli anni 40.
Vent’anni dopo, combinando con successo le liriche religiose con i ritmi rock contemporanei e facendosi accompagnare da basso e batteria, anche i cori Gospel escono dalle chiese incontrando quel successo che ancora oggi gli viene meritatamente riconosciuto.
Indipendentemente dall’esecuzione, restavano comunque invariati i contenuti fondamentali della musica Gospel : una musica che racconta il dolore, le difficoltà e le frustrazioni della vita quotidiana, ma anche la fede e la speranza di liberazione e di riscatto.